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Il sistema uditivo – attenzione ed abitudine

 Il sistema uditivo – attenzione e abitudine

I suoni si propagano nell’aria attraverso onde meccaniche che sono trasformate nell’orecchio interno (chiocciola e cellule cocleari) in segnali nervosi bioelettrici. Questi segnali attraverso il nervo acustico sono convogliati al cervello. Sappiamo che e’ possibile distinguere alcuni suoni che attirano la nostra attenzione, anche quando c’e’ una grande confusione intorno a noi. Lo stesso fenomeno, si verifica quando si inizia a percepire un acufene: l’attenzione viene catturata da questo nuovo suono indesiderato. Il cervello tuttavia, ha la capacita’ di compiere una selezione dei suoni eliminando quelli meno importanti dal campo della consapevolezza. Sfruttando questa naturale predisposizione anche per gli acufeni, attraverso un processo di “abitudine” il suono indesiderato viene messo in secondo piano in modo da non essere intrusivo o disturbante.

Il sistema uditivo ha quindi la capacita’ di operare una selezione dei suoni in maniera automatica, aumentano il grado di selettivita’ per alcuni suoni che vengono filtrati rispetto ad altri in modo predominante. Se alla presenza di acufeni si associa un abbassamento dell’udito, i suoni interni vengono percepiti maggiormente rispetto a quelli esterni.  L’attenzione rivolta all’acufene e l’aumento della selettivita’ del sistema nervoso centrale nei suoi confronti, sono la causa primaria dei principali disturbi associati all’acufene.

Fortunatamente a contrastare questo processo interviene l’abitudine, un meccanismo di risparmio energetico, messo in atto spontaneamente dal cervello. Ad esempio, quando abbiamo un orologio nuovo proviamo la sensazione di qualcosa che stringe il polso. Con il passare del tempo, si perde tale consapevolezza in quanto il cervello decide di smettere di monitorare qualcosa di costante e di scarsa importanza come la sensazione provocata dall’orologio intorno al polso. Questo processo che prende il nome di abitudine e’ il sistema che il cervello utilizza per non essere eccessivamente impegnato nel controllo di informazioni inutili e puo’ essere applicato anche agli acufeni. L’acufene e’ un suono di sottofondo e nella maggior parte dei casi non aumenta nel tempo, avviene piuttosto il contrario grazie al processo di abitudine che puo’ essere accelerato, riducendo gli effetti causati dall’acufene fiche’ viene costantemente percepito come sottofondo.

Tinnitus Treatment (Thieme ed.) R. S. Tyler

http://ukpmc.ac.uk/abstract/MED/15625793

http://www.necksolutions.com/TRT-in-practice.pdf

 

About Eibenstein

Prof. Alberto Eibenstein Specialista in Otorinolaringoiatria Specialista in Audiolgia Universita' dell'Aquila Dipartimento di Scienze Cliniche Applicate e Biotecnologie - DISCAB

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