Acufene e perdita dell’udito: cosa c’è da sapere

“Acufene e perdita dell’udito non sempre sono correlati”.

Lo spiega Eleonora Natalini, responsabile dell’area psicologica del Tinnitus Center di Roma

coordinato dal Professore Alberto Eibenstein.

“Non esiste sempre un rapporto diretto tra le due situazioni e l’acufene non è un disturbo legato soltanto all’anzianità.In realtà,nella mia esperienza di lavoro al centro abbiamo avuto molti pazienti compresi nella fascia d’età che va dai 30 ai 40 anni. È vero che le persone mature sono più resistenti alla terapia e quindi difficilmente si rendono disponibili ad un incontro con lo psicoterapeuta, ma dire che chi soffre di acufeni necessariamente va incontro alla perdita dell’udito non è del tutto corretto, così come il contrario: chi perde l’udito non sempre soffre di acufeni”.

Quanto incide l’approccio psicologico nella terapia dell’acufene?

“Dovendo esprimere una percentuale, almeno un 70% poiché, una volta appurato che si soffre di questo disturbo uditivo, occorre conviverci e la psiche gioca un ruolo importante. Se, prima dell’acufene, esiste già una patologia psichiatrica, questo porterà con molta probabilità ad un peggioramento dei sintomi della malattia; una persona senza particolari problemi avrà invece un approccio meno drammatico e tenderà ad accettare ed adattarsi meglio all’acufene”

Si può definire un tipo clinico che si adatta meno all’acufene?

“Stiamo portando avanti una ricerca che evidenzia come le persone che hanno la tendenza a rimuginare troppo su determinate situazioni presentano maggiori difficoltà a rapportarsi con il disturbo uditivo”.

Al Tinnitus Center di Roma i pazienti hanno la fortuna di poter entrare in contatto subito con lo psicologo. Come funziona il primo colloquio?

“Prima di tutto ci interessa sapere com’è cambiato lo stile di vita del paziente con l’insorgenza dell’acufene. Questo perché spesso si evitano situazioni o comportamenti che prima si portavano avanti abitualmente. C’è ad esempio chi evita luoghi affollati per non sentirsi oppresso; oppure possono insorgere disturbi del sonno.Partiamo con un approccio dialogico concordato, cercando di capire qual è il valore che ciascun paziente dà al suo disturbo. Una personalità narcisistica, per esempio, considererà l’acufene un’imperfezione o un fastidioso ostacolo alla realizzazione delle sue potenzialità e convivrà male con questo pensiero; chi ricopre posizioni lavorative di rilievo tenderà a considerarlo una debolezza e avrà difficoltà a utilizzare apparecchi acustici”.

Come si procede in questi casi?

“Ci soffermiamo sul dialogo terapeutico ed esercizi di detached mindfulness, una tecnica che può permettere al paziente di spostare l’attenzione su altri stimoli esterni o altre sensazioni corporee, tralasciando l’acufene. Il rilassamento progressivo muscolare ha i suoi effetti benefici, forse più del training autogeno, ma ovviamente il discorso varia da persona a persona e la terapia, per essere realmente efficace, deve essere adattata.

Come precedentemente accennato, capita inoltre che l’acufene si presenti in concorrenza con altri disturbi psicologici quali i disturbi di personalità. Abbiamo osservato che tipicamente l’acufene diventa più intollerabile a seguito di interazioni con gli altri che attivano i temi problematici tipici di un disturbo. Nel disturbo narcisistico, per esempio, l’acufene può esacerbarsi in seguito a esperienze di fallimento o critica. In questi casi, a fianco alle tecniche sopra descritte, è necessario un lavoro per curare i meccanismi psicologici, collegati alla personalità, che precedono l’esacerbarsi dell’acufene. Adottiamo a questo scopo la Terapia Metacognitiva Interpersonale, che quindi completa il lavoro sopra descritto con approcci quali mindfulness, rilassamento progressivo e accettazione del sintomo”.

 

Tutto questo nasce da una prima visita eseguita da parte dello staff medico del Tinnitus Center: qualunque terapia procede da una valutazione iniziale eseguita dagli specialisti si occupano di questo tipo di disturbo e che determineranno gli accertamenti necessari per stabilire una diagnosi precisa.

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