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PREVENZIONE DELLA SORDITA’ NEL LAZIO

Si e’ svolto in data 29- 30 Novembre 2013 il 48mo incontro di aggiornamento del Gruppo Romano Laziale di Otorinolaringoiatria dal titolo: “ (…) Programma Regionale di Screening Neonatale di Diagnosi Precoce della Sordita’ nel Lazio”.

Il convegno ha visto la partecipazione del Presidente Zingaretti firmatario del decreto attuativo dello screening audiologico per la regione Lazio (DGR 115 del 23/3/2012 BUR Lazio n. 32 del 18/4/2012).

 Il dibattito si e’ svolto tra i rappresentanti della Neonatologia (Policlinico Umberto I) i rappresentanti dei medici Pediatri e i responsabili dei centri Audiologici di riferimento di terzo livello (Policlinico Umberto I, Policlinico Gemelli, Ospedale Bambino Gesu’).

Tra le comunicazioni previste dal programma, e’ stata presentata l’esperienza svolta presso la Casa di Cura Citta’ di Roma che puo’ essere annoverata tra i primi centri nel Lazio ad adottare il programma di screening uditivo per la prevenzione della sordita’. La raccolta e l’analisi dei dati ha messo in risalto i lati positivi del programma di screening e le sue carenze. Da un lato l’esame di screening con otoemissioni acustiche (T-OAE) viene eseguito su tutta la popolazione neonatale che viene quindi sottoposta al test di primo livello e ad un eventuale re-test prima della dimissione.

Il punto critico e’ rappresentato dalla perdita, nel percorso diagnostico, di circa la meta’ dei neonati inviati per gli approfondimenti clinici alle strutture di II e III livello, neonati che quindi non hanno eseguito gli esami prescritti. E’ emerso che i genitori in quasi la meta’ dei casi NON hanno sottoposto i loro bambini ai potenziali evocati uditivi (ABR) un test fondamentale nei neonati con fattori di rischio per sordita’ congenita o che siano risultati FAIL al test di primo livello (assenza di otoemissioni acustiche). Attualmente l’esame ABR e’ riservato ai centri diagnostici di III livello ed e’ stato inserito uno step intermedio presso centri di II livello che eseguono un ABR di screening o automatico (A-ABR).

Questo stadio diagnostico intermedio rappresenta un ulteriore difficolta’ per le famiglie e dovrebbe essere ricondotto presso i punti nascita, che prima della dimissione possono facilmente organizzare l’appuntamento per l’esecuzione degli A-ABR entro un mese dalla nascita e verificare che tale test sia effettivamente eseguito. Tra l’altro gli A-ABR vengono eseguiti con la medesima attrezzatura utilizzata per lo screening di primo livello adeguatamente implementata (elettrodi e sonda). Tutto questo oltre a rendere piu’ efficiente il programma di screening audiologico, ridurrebbe il carico di lavoro dei centri diagnostici di III livello che si devono occupare della diagnosi clinica e del successivo percorso terapeutico (impianto cocleare entro un anno di vita). E’ stata sottolineata quindi la necessita’ di creare una rete adeguata ed efficiente tra i punti nascita ed i centri di diagnosi audiologica.

Infine bisogna sottolineare che dopo diversi mesi dalla pubblicazione del decreto in questione, ancora non tutti i punti nascita si sono organizzati per eseguire lo screening audiologico neonatale (primo livello). Non e’ stata indicata una data per i tempi di adeguamento dei centri di secondo livello (i centri di terzo livello sono sempre stati operativi ed adeguati sia dal punto di vista diagnostico che di presa in carico del neonato) e non c’e’ ad oggi un centro di controllo, verifica e raccolta dati a livello regionale (passo fondamentale nell’auspicio di un passaggio ad una rete di controllo nazionale). L’informazione pubblica e’ scarsa e quindi molte mamme non sanno che nel Lazio oggi e’ un loro diritto che il bambino venga sottoposto all’esame di screening audiologico prima della dimissione.

Prof Alberto Eibenstein

eibenstein@tinnituscenter.it

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